Martedì 20 MAGGIO 2008 ore 16.30, Aula Magna
Facoltà di Lettere e Filosofia, via Roma 47 - Siena
LO SGUARDO e L’EVENTO
i media, la memoria, il cinema
di MARCO DINOI
Presenta il libro in anteprima:
Pietro Montani (Università “La Sapienza” - Roma)
Intervengono:
Raffaello Alberti - Affetto e durata in Michael Haneke
Laura Busetta - Il “mondo originario” in Ciprì e Maresco
La fonte del comunicato è l'appena nata associazione Level5 - centro studi Marco Dinoi
associazionelevel5.wordpress.com/
per i toscani: domani le recensioni su "Il Corriere Fiorentino" e "Il Tirreno".

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Con un annuncio a Dharamsala, nel nord dell'India, il governo tibetano in esilio ha confermato 80 vittime negli scontri dei giorni scorsi a Lhasa tra manifestanti pro Tibet e polizia cinese. Ieri lo stesso governo in esilio aveva parlato di 30 morti, anche se riferiva di voci di oltre cento vittime, mentre il governo cinese ha confermato che i morti sarebbero solo dieci.
Si estende la rivolta dei tibetani in Cina. Un gruppo di circa duecento rivoltosi ha assaltato, lanciando pietre e bottiglie incendiarie, una stazione della polizia cinese in una città della provincia del Sichuan, nella Cina sud occidentale. Le forze di sicurezza hanno risposto con gas lacrimogeni e arrestando cinque persone. Il Sichuan è una delle quattro provincie dove vivono molti tibetani, e si trova al confine con il massiccio dell'Himalaya.
In Tibet c'è uno "stato di terrore" ed è in atto "un genocidio culturale". Il Dalai Lama da Dharamshala, in India, usa parole molto forti per condannare le violenze in atto in queste ore a Lhasa. La massima autorità spirituale ha chiesto un'inchiesta internazionale per appurare cosa sia realmente accaduto. Secondo il Premio Nobel per la Pace, nella regione himalayana è in atto "una discriminazione sistematica" e "i tibetani nella propria terra sono trattati da cittadini di seconda classe". Ed ha poi aggiunto: "a Lhasa erano oltre 50 mila, oggi si sono ridotti a tre mila, per l'arrivo massiccio di cinesi"
Il Dalai Lama ha rifiutato di lanciare un appello per il boicottaggio dei giochi olimpici che si terranno in Cina in estate e che da più parti è stato auspicato dopo la repressione delle manifestazioni in Tibet. Nel corso di una conferenza stampa a Dharamsala, in India, trasmessa dalle televisioni, il capo spirituale dei buddhisti ha aggiunto che è al momento "impossibile l'armonia nella zona".
"L'autonomia - secondo il Dalai Lama - può preservare sia l'ambiente che la cultura in Tibet" e ha aggiunto che i tibetani sono un "capro espiatorio" e sono trattati "come cittadini di seconda classe".
11:08
Cina: nella provincia del Sichuan uccisi tre manifestanti
Le proteste dei tibetani dilagano oltre Lhasa, nella provincia cinese di Sichuan, al confine con il Tibet; e purtroppo le proteste fanno registrare anche in Cina delle vittime. Lo hanno riferito fonti locali. Almeno tre tibetani sono rimasti uccisi dagli spari della polizia, in seguito alle proteste scoppiate nella provincia del Sichuan, una delle quattro province cinesi al confine con la regione himalayana del Tibet.
(fonte: www.repubblica.it)
APPROFONDIMENTI
articolo di Rampini "Sangue sul Tibet, i rischi del pugno duro" :
www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/tibet-scontri-lhasa/rischi-pugno-duro/rischi-pugno-duro.html
articolo di Venturini "La vittoria dell'ipocrisia":
www.corriere.it/esteri/08_marzo_16/tibet_vittoria_ipocrisia_b5561bb0-f329-11dc-a3d7-0003ba99c667.shtml
dossier sulla questione tibetana:
limes.espresso.repubblica.it/2008/03/14/la-questione-tibetana/
IL BUDDHA DELLA GRANDE NUBE O "DEL FUTURO"

(fonte immagine: www.artelabonline.com)
Buddha della Grande Nube, a Firenze in occasione della mostra “Cina: alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang (25-907AD)”, a Palazzo Strozzi
(fonte: www.intoscana.it)
La mostra di Palazzo Strozzi “Cina: alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang (25-907AD)” è una spettacolare celebrazione dell’Età d’Oro della Cina. La dinastia Tang (618-907) vide un rinascimento delle arti, dell’artigianato e della letteratura e fu uno dei momenti più alti della civiltà cinese. Li Bai (701-762)e Du Fu (712-770) composero alcuni tra i versi più famosi nella storia della letteratura cinese, e la cultura Tang fu cosmopolita e raffinata, grazie alla sua straordinaria apertura verso le idee e gli influssi stranieri.
Il Buddhismo arrivò in Cina dall’India nel I secolo e i modelli delle sculture buddhiste Tang erano indiani. Nell’artigianato cinese confluirono influenze e tecniche persiane e centroasiatiche. Con la sua capitale Chang’an (l’odierna Xi’an) - terminale orientale della Via della Seta e, a quel tempo, la città più grande del mondo - la dinastia Tang prosperò grazie alla tolleranza e alla viva curiosità per le idee straniere.
(fonte: www.artelabonline.com)