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Alchimia

temporale con sole





























Ovatta sotto i tacchi
la dama percorre corridoi
agente libero a passeggio nelle vene
cappellino, bicicletta, fotografie
qualche animale non suo.


Contrasta l’opera
dei soliti vampiri
pedanti solventi,
coagula
e l’organismo ringrazia.

Nell’aristocrazia delle piastrine
non c’è differenza fra una ferita e l’altra.

La dama respinge l’emorragia
espelle solitudine, sfiducia
denti bianchi che affondano dall’alto.

(a M.)


Piazza del Carmine, sole e pioggia
ph_ Caterina Pardi
postato da: katinkawonka alle ore 13:41 | link | commenti (5)
categorie: poems
mercoledì, 06 maggio 2009

Il collo

Scheletro, mercato in festa
di ghirlande rosse e blu bardato
di sculture vermiglie e madide

Il paramento quasi non lascia vuoti
e ci prendiamo per mano
in quest’architettura
pulsante, spugnosa
dove entra scarsa luce dall’alto.

Quelli che hanno l’invito
poco sanno.
Anch’io dimentico
l’eminenza tenar e il calcagno.

Giulia mi spiega le ossa,
Corinna il ferro.

Ma il collo
Lungo, lungo, lungo
quello sempre lo sento, anche se non lo sento

Un piano in più per vedere
dalla mia altezza novecentesca

A volte temo di torcermi e sembrare
un volatile con la cervicale.
Dopo la doccia sempre il phon sulla nuca
anche nelle giornate pigre.

Quante collane e catene potrei portare
se volessi
per il valore di un buon conto corrente!


compito "parte del corpo che non piace" (anche se, a dire il vero, in questo caso a me piace!) -  assegnato da Elisa Biagini a noi allievi, per il laboratorio poetico iniziato a gennaio 2009

(alla dottoressa Giulia Barbieri, all'architetta di famiglia e, naturalmente, al mio collo)




Foto 1. (mia) - Casa Batllò detta anche "Casa de los huesos" - dettaglio finestra
Foto 2. (Martina Lo Conte) - dettaglio collo

postato da: katinkawonka alle ore 23:39 | link | commenti (3)
categorie: laboratorio di poesia con elisa
lunedì, 12 gennaio 2009

Fuga, espediente transitorio.

Oggi nella testa soffia un vento
colma di petali le orecchie

può esserci
può
una libertà non più futura
che i fili sono fili
ma l’aria è aria.



Immag001


























postato da: katinkawonka alle ore 22:30 | link | commenti (8)
categorie: poems
domenica, 28 dicembre 2008

TVSINTEGRO

Grazie a Datura per avermi segnalato questo geniale ed  intrepido analista:

tvsintegro.blogspot.com/

www.myspace.com/tvsintegro


postato da: katinkawonka alle ore 12:59 | link | commenti (5)
categorie: donne, mezzi di diseducazione
sabato, 27 dicembre 2008

lavori in corso
postato da: katinkawonka alle ore 16:55 | link | commenti
categorie: poems

OPTICAL MATRIOSKA

Nell’uovo, la notte
Nella pece, l’uovo
Nella notte, una piuma

Sotto la piuma corre uno scarabeo
scivola sotto un bianco tappeto

Nella piega buia
che il suo passaggio ha creato
lì cammina una pallida ragazza

La ragazza è una statua dipinta.

Ho graffiato il suo candore
sottile strato di biacca
nascondeva un corpo di pietra nera

Con il martello l’ho ridotto in briciole.

Il suo cuore era un uovo, dentro l’uovo c’era la notte
nella notte la ragazza pallida rideva.

                                    (data non accertata)
postato da: katinkawonka alle ore 11:23 | link | commenti (3)
categorie: poems
lunedì, 22 dicembre 2008

L'avventura

Una lunga vacanza
per amare ogni istante
sé, gli altri, le cose.

Una lunga estate per affondare con levità
nella sabbia del presente
granello per granello, equanimemente.

Intimità che chiede sempre di rinnovarsi
di proseguire
di diramarsi
tracciava solchi sull’acqua
lo scafo della Consapevolezza.


IMG_0371


















ph_ Kiakkio (?)
postato da: katinkawonka alle ore 13:18 | link | commenti (1)
categorie: poems
giovedì, 27 novembre 2008

Un mandarino - il dharma spiegato ai bambini

"Bambini, dopo aver sbucciato un mandarino, potete mangiarlo con consapevolezza o distrattamente. Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza? Mangiando un mandarino, sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza. Sbucciando il mandarino, sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza. Il mandarino che Nandabala mi ha offerto aveva nove spicchi. Li ho messi in bocca uno per uno in consapevolezza e ho sentito quanto sono splendidi e preziosi. Non ho dimenticato il mandarino e così il mandarino è diventato qualcosa di molto reale. Se il mandarino è reale, anche chi lo mangia è reale. Ecco cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza.
Bambini, cosa significa  mangiare un mandarino senza consapevolezza? Mangiando un mandarino, non sapete che lo state mangiando. Sbucciando un mandarino, non sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, non sapete che lo state staccando e portandolo alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, non sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza. Così facendo, non potete apprezzarne la natura splendida e preziosa. Se non siete consapevoli di mangiarlo, il mandarino non è reale. Se il mandarino non è reale, neppure chi lo mangia è reale. Ecco cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza.
Bambini, mangiare il mandarino con presenza mentale significa essere davvero in contatto con ciò che mangiate. La vostra mente non rincorre pensieri riguardo a ieri o domani, ma dimora totalmente nel momento presente. Vivere con presenza mentale e consapevolezza vuol dire vivere nel momento presente, con il corpo e la mente che dimorano nel qui e ora.
Chi pratica la presenza mentale vede nel mandarino cose che altri non vedono. Una persona consapevole può vedere l'albero, le gemme primaverili, il sole, la pioggia che hanno fatto crescere il frutto. Guardando in profondità, si vedono le diecimila cose che hanno reso possibile il mandarino. Guardando il mandarino, una persona consapevole può vedere le meraviglie dell'universo e come tutte le cose interagiscono fra loro. Bambini, ogni giorno è un mandarino. Come un mandarino racchiude gli spicchi, ogni giorno racchiude le ventiquattro ore. Ogni ora è uno spicchio. Vivere tutte le ore del giorno è come mangiare tutti gli spicchi. La via da me trovata è quella del vivere ogni ora del giorno in consapevolezza, la mente e il corpo sempre presenti ad ogni momento. Il contrario è vivere nell'inconsapevolezza. Se viviamo con la mente distratta, non sappiamo neppure di essere vivi. Non sperimentiamo la pienezza della vita, perchè la mente e il corpo non vivono qui e ora".

Thich Nhat Hanh, Vita di Siddharta il Buddha, Ubaldini, pp- 90-91.
postato da: katinkawonka alle ore 01:22 | link | commenti (6)
categorie: avventure della pratica
mercoledì, 12 novembre 2008

La zattera

"Monaci, vi mostrerò come il Dhamma sia simile a una zattera, la quale è fatta con lo scopo di attraversare e non con quello di essere afferrata"

( il Buddha, citato da C. Pensa ne "Il silenzio fra due onde")
postato da: katinkawonka alle ore 20:01 | link | commenti (2)
categorie: avventure della pratica
venerdì, 07 novembre 2008

lavori in corso
postato da: katinkawonka alle ore 00:21 | link | commenti
categorie: immagini