Lo sguardo e l'evento

Martedì 20 MAGGIO 2008

ore 16.30, Aula Magna
Facoltà di Lettere e Filosofia, via Roma 47 - Siena

LO SGUARDO e L’EVENTO
i media, la memoria, il cinema
di MARCO DINOI

Presenta il libro in anteprima:
Pietro Montani (Università “La Sapienza” - Roma)

Intervengono:
Raffaello Alberti - Affetto e durata in Michael Haneke
Laura Busetta - Il “mondo originario” in Ciprì e Maresco



La fonte del comunicato è l'appena nata associazione Level5 - centro studi Marco Dinoi

associazionelevel5.wordpress.com/

per i toscani: domani le recensioni su "Il Corriere Fiorentino" e  "Il Tirreno".

postato da: katinkawonka alle ore 20:10 | link | commenti
categorie: cinema, marco dinoi
domenica, 04 maggio 2008

meraviglite acuta

      
Un buon non compleanno Maratonda
postato da: katinkawonka alle ore 12:01 | link | commenti (7)
categorie: visioni, amici
lunedì, 21 aprile 2008

L'incontro

Dove sei stata?
Sei ritornata?
Come è andato il viaggio?
Cosa hai visto?

La polvere mulinava ai lati della strada in spirali continuamente rigenerate. Il caldo mi avvolgeva, stoffa cangiante e soffocante, dal collo alle caviglie. Dopo molto vagare ho incrociato una donna muta, che camminava fissando i passanti attentamente. Nei suoi occhi turchesi, simili a piccoli lavacri, potevi specchiarti e osservare le tue illusioni e le abitudini nuotare beatamente, divertirsi ignare d'essere osservate.
Contrariamente ad altri, ero contenta dell'incontro. La donna mi ha invitato per un tè alla menta, nella sua dimora di sabbia. Sabbia, sì... eppure quella casa mi pareva più solida di quanto fosse mai stata la mia, e le mie mani. Anche le mie mani sembravano sbriciolarsi, al confronto.
Una pace immensa calava con la sera; tutto ciò che era ridotto in polvere lasciava trapelare l'Unico Necessario.
postato da: katinkawonka alle ore 14:55 | link | commenti (6)
categorie: racconti
giovedì, 17 aprile 2008

Qui e ora

"Se il cappotto cade, tu lo devi raccogliere"

saggio Zen
postato da: katinkawonka alle ore 14:15 | link | commenti
categorie: avventure della pratica
sabato, 12 aprile 2008

il mio blog non vota per Berlusconi

La generazione che ha vissuto la propria prima giovinezza negli anni Ottanta, sotto il segno di Craxi - ascendente Goldrake - ha visto lo sfacelo di una classe politica senescente e vetusta, apparentemente spazzata via dal pool di Mani Pulite. Ancora ricorda le monetine lanciate su Craxi ed il filo di bava che pendeva dalla bocca tremante di Forlani durante gli interrogatori. Svezzata con tali orrori, era quasi naturale che sconfinasse nel più ovvio qualunquismo. Fortunamente, ma solo per il fatto di aver fatto rinascere in molti un attaccamento alla Cosa Pubblica sempre più vilipesa, è sceso in campo il Piazzista della Libertà che, volenti o nolenti, ha forgiato la Nuova Italia [come dimostrava Nanni Moretti ne Il caimano].

La classe operaia, sempre più disperatamente ancorata all'aspirazione verso uno status "borghese", va a braccetto con le siure impellicciate che distribuiscono tartine canticchiando "Silvio, Santo Subito…". I giovani sono attratti dai manganelli della Destra più reazionaria e dalle pistole ad acqua che Bossi cerca di svendere dal suo gerontocomio. Ora, amici, ci troviamo ad un bivio: qui non è più questione di "destra" e "sinistra". E' divenuto fondamentale impedire che l'anomalia Berlusconi governi nuovamente l'Italia, tenendo sotto il giogo Fini e imboccando Bossi all'ora del brodino. E' il Piazzista delle Libertà che ci ha portati non più a votare per un ideale, ma solo a scagliarci l'un contro l'altro armati. Tolta questa piaga dal Paese, forse, rimboccandoci TUTTI le maniche, potremo vedere di far qualcosa per questa Italia, sempre più simile all'Argentina. Giusto con qualche Reality Show in più. Per queste ragioni, e per altro ancora, il mio Blog non vota per Berlusconi.


Conte Nebbia

Alcuni altri Firmatari [con mille scuse a chi non è citato]:
rearwindow06, Aivlis77, Aldebaran, aleike, Alice64, Amalteo, Angi69, Antigone26, argeniogiuliana, Astridonline, Bellatrix74, Catpoet, Chiccama, Chirieleison, coaloalab, compagnidiviaggio, copperhead, Damiani, Darix73, deha, Dora Forino, DreamLady, EdoEleStorieAppese, FamChinaski,
fenicesulmare, Fioco Tram, Giuba47, Gonzolettore, heyhonan, HistoriaVbc, ilcanedisatana, ilmurodipeppe, impbianco, Isa71, lapardaflora, losteyeways, LucFaccenda, Macca, madworlds, MagoSilvan, Mauro Piadi, meryem, molengai, muroalieno, Nuriape, palmarola, PattyBruce, PaulTemplar, pears, PF1, piccolaJo, Pickpocket83, Raindog78, Senzabussare, SimonaCWords, Sirablog, Smillapiffi, Sophie71, snakeandladders, stevemcqueen, tuile, vadoinbici, Watkin

Pubblicate questo "manifesto" nel vostro blog, allo scopo di dargli la massima diffusione possibile. Grazie molte. 
postato da: katinkawonka alle ore 08:58 | link | commenti (4)
categorie: quelo aiutaci tu
sabato, 22 marzo 2008

qualche pensiero sull'onda di "Vogliamo anche le rose"

Da tempo ho l'impressione che, a fronte di tante conquiste legali, materiali e sociali, l'autocoscienza femminile sia regredita o si sia quantomeno assopita. Forse i "materialisti", che pensano ai "fatti", mi tacceranno di psicologismo o mi accuseranno di non apprezzare le conquiste per le quali le nostre madri hanno combattuto e di cui posso oggi beneficiare. Ma ho la sensazione che troppe donne non stiano "ripassando la lezione" nè progredendo nella conoscenza di sè attraverso una personale e necessaria ricerca interiore (necessaria a tutti gli individui, ma al nostro genere di più - dato che si deve ricreare un'identità e un mondo. Mi dico: dato che va fatto, facciamolo a fondo!).
Mi auguro sempre che il problema risulti amplificato a livello di rappresentazione e (purtroppo) autorappresentazione, e
invece la realtà si riveli nei nostri confronti  meno oppressiva  della televisione, ma credo che - sebbene ovviamente lo scarto sussista- tale differenza non sia poi tanto marcata.
Ad ogni modo: anche se si
trattasse di una mera questione di rappresentazione ed autorappresentazione della donna, poco fondata o scarsamente incidente sulle reali dinamiche sociali, sarebbe necessario intervenire, guadagnare terreno. La Marazzi lo fa, con urgenza etica ed estetica.

A "Vogliamo anche le rose" mi sono letteralmente abbeverata, un desiderio che da tempo mi assillava ha trovato una sorgente fresca, un'acqua pura e zampillante. Io se potessi quel découpage me lo riproietterei in testa, le scritte e le parole me le rivedrei molte volte, seduta comoda su una poltroncina del mio cinecervello.



foto dal sito ufficiale del film: www.vogliamoanchelerose.it

Forse noi donne potenzialmente siamo più motivate a fronteggiare la regressione spirituale, che consiste nel rifiuto ad agire nell'ambito più importante della vita, quello interiore, dell'intimità con se stessi.

Dobbiamo recuperare tutto un linguaggio, però... e la Marazzi lo fa. Dal sollievo quasi fisico che ho provato nel sentirlo di nuovo usato, mi accorgo che ci siamo lasciate alle spalle strumenti ancora indispensabili, pensieri che andrebbero ritrovati, rifondati, precisati, ridiscussi. "Vogliamo anche le rose", muovendosi sul doppio binario della ricerca d'archivio e della creatività visiva  raggiunge esiti altissimi in questa riformulazione, in questo incontro di epoche diverse. E ho ritrovato un po' di terra sotto i piedi.
Un timore spesso mi assilla
: quello di ricadere io stessa, inconsapevolmente e inevitabilmente, nei linguaggi che Barthes definisce "encratici" (ovvero "che si delineano alla luce (o all'ombra) del Potere, dei suoi molteplici apparati statali, istituzionali, ideologici").
Ci vuole molto lavoro per sfuggire ai "linguaggi del potere", molte Marazzi.
Quando ci riusciremo?

Ioinesteso - un post sull'argomento:
ioinesteso.wordpress.com/2008/03/11/mimose-e-rose-tra-revival-e-campagna-elettorale/
postato da: katinkawonka alle ore 13:29 | link | commenti (13)
categorie: donne, cinema
martedì, 18 marzo 2008

Devozione

Davanti allo specchio in asciugamano giallo
piccole ali brunite cadono sulle mie spalle, le bagnano,
alcune scivolano sul tappetino
o si confondono nel verde bosco del pavimento.

Mi tagli i capelli… quanto ti è costato deciderti!
E come sai essere precisa. Egualmente precisa.

Seminuda contemplo questa rara devozione
questa cura materna un po’ imposta
dall’educazione che ho cercato di impartirti.

Piccole ali bagnate continuano a piovere.
Anche fuori piove, a dirotto.
Forse domani farò otto ore di viaggio per andare a un funerale
o forse no: telefonerò alla gentile fioraia
manderò una corona e quattro nomi
più un biglietto con soltanto il mio.
L’ho già scritto.

Ecco adesso giro su me stessa per facilitarti il lavoro.
Quante volte, da piccola, mi hai lasciata sola?
Quante, mi hai mandata allo sbaraglio?
Il tuo peccato era un’eterna adolescenza
la distrazione di quell’età nuoce ad ogni amore.

Sul mio volto scorgo rifugi ombrosi, densi spicchi di indispensabili memorie
e carezzevole è la pioggia dei recisi.

Mentre ti prendi cura di me, rimuovi concrezioni decennali.

Quanto poco può bastare!
Non te lo dico più.
postato da: katinkawonka alle ore 01:25 | link | commenti (8)
categorie: poems
lunedì, 17 marzo 2008

Domenica delle palme

mercatino alla chiesetta dei Barnabiti...
la Dama dei fazzoletti
La dama dei fazzoletti
postato da: katinkawonka alle ore 14:40 | link | commenti
categorie: immagini
domenica, 16 marzo 2008

Dittatori cinesi, vi illudete! E' come voler catturare l'aria stringendola fra le dita.

Con un annuncio a Dharamsala, nel nord dell'India, il governo tibetano in esilio ha confermato 80 vittime negli scontri dei giorni scorsi a Lhasa tra manifestanti pro Tibet e polizia cinese. Ieri lo stesso governo in esilio aveva parlato di 30 morti, anche se riferiva di voci di oltre cento vittime, mentre il governo cinese ha confermato che i morti sarebbero solo dieci.

Si estende la rivolta dei tibetani in Cina. Un gruppo di circa duecento rivoltosi ha assaltato, lanciando pietre e bottiglie incendiarie, una stazione della polizia cinese in una città della provincia del Sichuan, nella Cina sud occidentale. Le forze di sicurezza hanno risposto con gas lacrimogeni e arrestando cinque persone. Il Sichuan è una delle quattro provincie dove vivono molti tibetani, e si trova al confine con il massiccio dell'Himalaya.

10:30 Il Dalai Lama: "E' in atto un genocidio culturale"

In Tibet c'è uno "stato di terrore" ed è in atto "un genocidio culturale". Il Dalai Lama da Dharamshala, in India, usa parole molto forti per condannare le violenze in atto in queste ore a Lhasa. La massima autorità spirituale ha chiesto un'inchiesta internazionale per appurare cosa sia realmente accaduto. Secondo il Premio Nobel per la Pace, nella regione himalayana è in atto "una discriminazione sistematica" e "i tibetani nella propria terra sono trattati da cittadini di seconda classe". Ed ha poi aggiunto: "a Lhasa erano oltre 50 mila, oggi si sono ridotti a tre mila, per l'arrivo massiccio di cinesi"

Il Dalai Lama ha rifiutato di lanciare un appello per il boicottaggio dei giochi olimpici che si terranno in Cina in estate e che da più parti è stato auspicato dopo la repressione delle manifestazioni in Tibet. Nel corso di una conferenza stampa a Dharamsala, in India, trasmessa dalle televisioni, il capo spirituale dei buddhisti ha aggiunto che è al momento "impossibile l'armonia nella zona".
"L'autonomia - secondo il Dalai Lama - può preservare sia l'ambiente che la cultura in Tibet" e ha aggiunto che i tibetani sono un "capro espiatorio" e sono trattati "come cittadini di seconda classe".

11:08 Cina: nella provincia del Sichuan uccisi tre manifestanti

Le proteste dei tibetani dilagano oltre Lhasa, nella provincia cinese di Sichuan, al confine con il Tibet; e purtroppo le proteste fanno registrare anche in Cina delle vittime. Lo hanno riferito fonti locali. Almeno tre tibetani sono rimasti uccisi dagli spari della polizia, in seguito alle proteste scoppiate nella provincia del Sichuan, una delle quattro province cinesi al confine con la regione himalayana del Tibet.

In attesa della scadenza dell'ultimatum di Pechino perchè i rivoltosi si consegnino senza condizioni, la polizia cinese sta setacciando tutte le case di una zona di Lhasa, nei pressi del Potala Palace, dove il Dalai Lama ha vissuto prima di essere costretto ad andare in esilio 49 anni fa. A mostrare le immagini della caccia all'uomo - mentre in città sono entrati 200 veicoli militari, ognuno a bordo dei quali ha tra 40 e 60 soldati - è stata la televisione Hong Kong Cable.

(fonte: www.repubblica.it)

APPROFONDIMENTI

articolo di Rampini "Sangue sul Tibet, i rischi del pugno duro" :
www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/tibet-scontri-lhasa/rischi-pugno-duro/rischi-pugno-duro.html

articolo di Venturini "La vittoria dell'ipocrisia":
www.corriere.it/esteri/08_marzo_16/tibet_vittoria_ipocrisia_b5561bb0-f329-11dc-a3d7-0003ba99c667.shtml

dossier sulla questione tibetana:
limes.espresso.repubblica.it/2008/03/14/la-questione-tibetana/

IL BUDDHA DELLA GRANDE NUBE O "DEL FUTURO"

Buddha del Futuro

(fonte immagine: www.artelabonline.com) 

Buddha della Grande Nube, a Firenze in occasione della mostra “Cina: alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang (25-907AD)”, a Palazzo Strozzi

La tradizione narra che l'imperatrice Wu Zetian (690-705), consorte del terzo imperatore, Gaozong fu l'unica donna nella storia della Cina a salire sul trono del Celeste Impero. Durante il suo regno il buddismo fu elevato a religione di stato. Fedele devota, l'imperatrice ne fece la sua forza per legittimare il proprio potere, poiche' in base alla dottrina confuciana le sarebbe stato proibito. Avendo bisogno di un' ideologia diversa promulgo' la dottrina del Sutra della Grande Nube, secondo la quale il Buddha del futuro (Maitreya), si sarebbe incarnato in una sovrana per mantenere ordine e pace nel mondo. Appena salita sul trono Wu Zetian ordino' quindi l'edificazione di un tempio della Grande Nube in tutte le prefetture.

(fonte: www.intoscana.it)

La mostra di Palazzo Strozzi “Cina: alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang (25-907AD)” è una spettacolare celebrazione dell’Età d’Oro della Cina. La dinastia Tang (618-907) vide un rinascimento delle arti, dell’artigianato e della letteratura e fu uno dei momenti più alti della civiltà cinese. Li Bai (701-762)e Du Fu (712-770) composero alcuni tra i versi più famosi nella storia della letteratura cinese, e la cultura Tang fu cosmopolita e raffinata, grazie alla sua straordinaria apertura verso le idee e gli influssi stranieri.

Il Buddhismo arrivò in Cina dall’India nel I secolo e i modelli delle sculture buddhiste Tang erano indiani. Nell’artigianato cinese confluirono influenze e tecniche persiane e centroasiatiche. Con la sua capitale Chang’an (l’odierna Xi’an) - terminale orientale della Via della Seta e, a quel tempo, la città più grande del mondo - la dinastia Tang prosperò grazie alla tolleranza e alla viva curiosità per le idee straniere.

(fonte: www.artelabonline.com)

postato da: katinkawonka alle ore 11:39 | link | commenti (2)
categorie:
sabato, 01 marzo 2008

sorriso, risata

postato da: katinkawonka alle ore 17:26 | link | commenti (2)
categorie: immagini