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Mano/mani

Racconta a chi non vede

parla a chi non sente

parla con tutti

e cinque i sensi

tatto, vista, gusto, olfatto

udito

«qual è il suono di una sola mano?»

un suono d’ala umana

si apre si chiude

lascia e prende

bianca esplora

ma senza piume

                                                mano

regina del fare

sipario sul riso sul pianto

porta alla bocca cibo e acqua

stringe un’altra ignota                        mano

 

inanella, raccoglie, lascia, difende, s’arrende

spezza, compone, gioca

lesta davanti al croupier

lenta attraversa la schiena amata

afferra, perde

il bicchiere che va in frantumi

o qualcos’altro

primo cinema

disegna ombre mobili contro la duna

spiritelli di luna

 
                                                 mani

 

unite pregano, ma anche sciolte

lungo i fianchi mentre cammino

si lanciano come scoiattoli

o ragni con zampe di conchiglia

distratte attente, esecutrici

sanno esprimersi in ogni cosa

sono ciotole, armi, guaritrici

 

nuoto ad occhi chiusi

le mani aprono l’acqua

 

divaricano il tempo

estraggono un neonato

dal tranquillo mare.



 

grazie a Lorenzo Allori per i suoi consigli :*
postato da: katinkawonka alle ore 21:32 | link | commenti (6)
categorie: poesie, parti del corpo
sabato, 21 novembre 2009

Mano

Selvaggia

piedi piccoli

poi grandi

sola nella camera da letto

la grande mano non apriva

ora esce dalla testa            mano

immensa e buona

soccorre tutte le sé             luce


i piedi di bimba

dentro quelli adulti

matrioska d’età

selvaggia saggia

il corridoio fugge

arriva al mare

conchiglia da ascoltare
preme sull'orecchio

ogni attimo è una mano

a prendersi cura

di ieri, oggi, domani




dettaglio graffito alla Garbatella

postato da: katinkawonka alle ore 17:08 | link | commenti (4)
categorie: poesie, parti del corpo
giovedì, 29 ottobre 2009

idea città



Città

no non è

fatta

da te.

Grande, classico

laboratorio d’insetti

dall’alto l’occhio

guarda                                    riguarda.

Chi si fa bozzolo

ne conosce un’altra

(altri insetti)

altra città.

 

           Bodhicitta*

 

Chi si fa bozzolo può

sbloccare la ruota

sboccare

dove l’occhio posa               riposa.



                                                                                                  * “mente di illuminazione” o “mente del risveglio”



Immagine 1: la planimetria di Dogville, di Lars von Trier (tratta dal sito http://www.cinemavistodame.com)
Immagine 2: Parco delle Cascine (mia)

mercoledì, 30 settembre 2009

Piedi



Di greca stirpe
il destro, che porta un osso in più
- retaggio primitivo -  il sinistro
armonica scultura

d’estate
conversano al fresco
le dita, schiere di filosofi dall’elmetto trasparente
ondeggiano in cima alle tarsiche colline

d’inverno
due club separati
studioli di cuoio o gomma
poche occasioni per incontrarsi
salvo la notte
destro e sinistro
ognuno con la propria ontologia
marciano sulla medesima,
polverosa via.


(per continuare la serie "parti del corpo"... in un precedente post avevo affrontato "Il collo")

dedicata a Rossella Bravi
(notturnicondominiali.blogspot.com/)
e grazie alla Marty Datura che mi ha attaccato il vizio delle dediche (soursinger.splinder.com/)


foto: "romanticherie", ha partecipato al concorso per il logo delle Giornate del Cinema Europeo
(
www.giornatecinema.eu/concorso.html
)

postato da: katinkawonka alle ore 15:47 | link | commenti (9)
categorie: poesie, immagini, parti del corpo
venerdì, 18 settembre 2009

meditazione vipassana


Molto interessanti le pagine di "In Quiete", sito di Gianfranco Bertagni dedicato alla spiritualità, dove è presente un ricco archivio di interventi su questa tecnica meditativa - sia sotto il profilo teorico che su quello pratico.
In particolare consiglio gli scritti dell'insegnante di dharma Corrado Pensa.
 
www.gianfrancobertagni.it/Discipline/meditazione.htm


immagine tratta dal sito http://www.gianfrancobertagni.it

"
La meditazione buddhista di consapevolezza, il cui insegnamento risale allo stesso Buddha e che classicamente va sotto il nome di satipatthana o vipassana, potrebbe definirsi anzi tutto come la contemplazione del corpo e della mente.

II fondamento necessario per questa contemplazione è sia una certa stabilità fisica, vale a dire la corretta posizione del corpo, sia una certa stabilità o calma mentale, la quale richiede naturalmente più tempo per maturare. Tale calma mentale è facilitata dal prestare attenzione a un oggetto semplice come ad esempio il respiro. C’è da osservare che non di rado, nell’ambito dell’odierna diffusione del buddhismo in Occidente, la necessità di questa preliminare stabilità interna finisce con l’essere sottovalutata. Cosa intendiamo con la parola consapevolezza? Intendiamo la pura attenzione silenziosa e non giudicante presente nel momento presente. E contemplare il corpo e la mente vuol dire osservare con questa attenzione le sensazioni fisiche, l’avvicendarsi di attrazione e repulsione nella nostra mente, il succedersi di emozioni e stati d’animo; vuol dire osservare i pensieri e le immagini che accompagnano gli stati d’animo.

Lo scopo più accessibile di questa contemplazione si può racchiudere in tre parole: più pace, più saggezza, più compassione. Lo scopo più alto è la liberazione dalla sofferenza ovvero l’incontro con ciò che "non nasce e che non muore", con l’Incondizionato che è luce senza misura.

Infatti, contemplando pazientemente, noi ci accorgiamo con sempre maggiore chiarezza e acutezza che la paura, la confusione, l’avversione e l’attaccamento che ci abitano producono una messe abbondante di sofferenza. E ci svegliamo gradualmente al fatto che le radici profonde della sofferenza non stanno fuori di noi, nelle cose, nelle persone, nelle circostanze ma stanno, piuttosto, dentro di noi, stanno cioè nel nostro modo di rapportarci con le cose, le persone (che includono noi stessi), le circostanze e gli eventi.

Vediamo che fino a quando la nostra relazione con tutto ciò è caratterizzata da attaccamento e avversione, ossia dall’identificazione con l’io e col mio, allora, inevitabilmente, gran parte di quello che ci capita non farà altro che alimentare disagio, insoddisfazione, insicurezza, separazione. Vedendo e rivedendo, alla luce della consapevolezza, questa verità fondamentale - e, insieme, tanto elusiva - comincerà a succedere che attaccamento e avversione prendono a disseccarsi, lasciando più spazio dentro."


Corrado Pensa, da "Perchè meditare" - per continuare a leggere:
www.gianfrancobertagni.it/materiali/meditazione/meditarepensa.htm

postato da: katinkawonka alle ore 12:55 | link | commenti (2)
categorie: avventure della pratica
domenica, 06 settembre 2009

ESTATE




Al relitto



bagnanti



L'indispensabile ad asciugar



baby boat 


                                                                   
                                                
                                                                    Acquaría
postato da: katinkawonka alle ore 20:08 | link | commenti (2)
categorie: immagini
martedì, 14 luglio 2009

Interno con sirena


"Room by the sea" di Edward Hopper.
immagine tratta da: http://www.artsfairies.com/Edward_Hopper/Hopper_Edward_Rooms_By_The_Sea.jpg


Conduce un’ordinata vita
fuori dall’economia
pulisce a fondo casa
insegue un gatto ribelle
compone, incolla
ricama, scioglie
legge molti libri e restano
sparsi per la stanza
ordinata è la stanza.

Tesse una tenda blu-dorata
dove riposare la coda
- squame e parte umana -
dove giocare con il cercatore
che l’ha pescata
e continua a pescarla
amarla e slamarla.

Curioso, mai cattivo
siede accanto al fuoco
ascolta con calma
contro la gola
non preme l’orecchio.

La coda sente secco e lei
non può mangiare troppi frutti di terra
ha un’età millenaria
ma non supera i cinque anni
porta sulla fronte
un occhio e una bocca
convivono facendo finta di niente.

Malgrado gli anni senz’acqua
ha cantato di nuovo
la voce ogni tanto s’incagliava
per l’assenza di abissi
la coda ogni tanto si intrecciava
ai cavi dei musicisti.

Sempre più anfibia
separa bene la stanza dalla strada,
il mare dal pavimento.
Apre e chiude finestre, porte
“Room by the see”
“The sun in a empty room”
ma sa che non c’è,
davvero,
non c’è
non c’è
distinzione.      
                  
postato da: katinkawonka alle ore 16:45 | link | commenti (14)
categorie: poesie, immagini, laboratorio di poesia con elisa
martedì, 09 giugno 2009

Alchimia

temporale con sole

























Ovatta sotto i tacchi
la dama percorre corridoi
agente libero a passeggio nelle vene
cappellino, bicicletta, fotografie
qualche animale non suo.


Contrasta l’opera
dei soliti vampiri
pedanti solventi,
coagula
e l’organismo ringrazia.

Nell’aristocrazia delle piastrine
non c’è differenza fra una ferita e l’altra.

La dama respinge l’emorragia
espelle solitudine, sfiducia
denti che affondano dall’alto.

(a Marty)


Piazza del Carmine, sole e pioggia
ph_ Caterina Pardi
postato da: katinkawonka alle ore 13:41 | link | commenti (6)
categorie: poesie, amici
mercoledì, 06 maggio 2009

Il collo

Scheletro, mercato in festa
di ghirlande rosse e blu bardato
di sculture vermiglie e madide

Il paramento quasi non lascia vuoti
e ci prendiamo per mano
in quest’architettura
pulsante, spugnosa
dove entra scarsa luce dall’alto.

Quelli che hanno l’invito
poco sanno.
Anch’io dimentico
l’eminenza tenar e il calcagno.

Giulia mi spiega le ossa,
Corinna il ferro.

Ma il collo
Lungo, lungo, lungo
quello sempre lo sento, anche se non lo sento

Un piano in più per vedere
dalla mia altezza novecentesca

A volte temo di torcermi e sembrare
un volatile con la cervicale.
Dopo la doccia sempre il phon sulla nuca
anche nelle giornate pigre.

Quante collane e catene potrei portare
se volessi
per il valore di un buon conto corrente!


compito "parte del corpo che non piace" (anche se, a dire il vero, in questo caso a me piace!) -  assegnato da Elisa Biagini a noi allievi, per il laboratorio poetico iniziato a gennaio 2009

(alla dottoressa Giulia Barbieri, all'architetta di famiglia e, naturalmente, al mio collo)




Foto 1. (mia) - Casa Batllò detta anche "Casa de los huesos" - dettaglio finestra
Foto 2. (Martina Lo Conte) - dettaglio collo

lunedì, 12 gennaio 2009

Fuga, espediente transitorio.

Oggi nella testa soffia un vento
colma di petali le orecchie

può esserci
può
una libertà non più futura
che i fili sono fili
ma l’aria è aria.



Immag001






























postato da: katinkawonka alle ore 22:30 | link | commenti (8)
categorie: poesie